publiteconlineComunicazione tecnica per l'industria
Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/inmotion/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 177

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/inmotion/public_html/includes/application.php on line 536

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/inmotion/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 177

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/inmotion/public_html/includes/application.php on line 536

La meccatronica in plancia di comando

Il Training Center ZF Marine di Arco, in provincia di Trento. Il Training Center ZF Marine di Arco, in provincia di Trento.

La business unit Marine Propulsion Systems del Gruppo ZF realizza trasmissioni, elettronica, timoneria e ingranaggeria per ogni tipo di natante. In occasione di un Welcome Day organizzato da Assiot e Assofluid abbiamo visitato il Training Center di Arco e toccato con mano l’evoluzione dei sistemi di trasmissione e controllo del moto sulle imbarcazioni da diporto.

di Fabrizio Dalle Nogare

Giugno 2017

La zona dell’Alto Garda - dove si trova la città di Arco, in provincia di Trento - è nota soprattutto per il turismo e la possibilità di praticare sport in un paesaggio di grande bellezza. Partecipando a un Welcome Day organizzato lo scorso marzo da Assiot e Assofluid allo scopo di introdurre una delle molte eccellenze industriali presenti sul territorio italiano abbiamo potuto scoprire che proprio a due passi dalle acque del ventoso lago di Garda si trova un Training Center che ha una relazione non tanto velata proprio con l’acqua, di lago o di mare che sia.

Due stabilimenti produttivi dai numeri importanti
Ad Arco si trova, infatti, uno dei due poli italiani della business unit Marine Propulsion Systems del Gruppo ZF, colosso tedesco con sede a Friedrichshafen, fondato oltre 100 anni fa e oggi tra i primissimi fornitori globali di componentistica per il settore automotive. Un settore che rimane sì il core business del Gruppo, ma che è affiancato da altre significative specializzazioni.
In una di queste - quella della produzione di trasmissioni, elettronica, timoneria e ingranaggeria destinate praticamente a ogni tipo di natante - proprio l’Italia gioca un ruolo di primo piano, con i due stabilimenti, a Padova e ad Arco, che oltre a essere interdipendenti sono caratterizzati da numeri importanti. Per citarne alcuni, uno spazio produttivo complessivo di oltre 86.000 m2, di cui quasi 20.000 m2 al coperto, destinati alla produzione di trasmissioni, sistemi di propulsione, sistemi di controllo e componenti “sciolti” non solo per imbarcazioni da diporto ma, almeno per quanto riguarda lo stabilimento di Padova, anche per imbarcazioni commerciali.
In totale, quasi 400 persone lavorano nelle sedi italiane di ZF Marine.
“L’ufficio tecnico si trova a Padova per le trasmissioni tradizionali, mentre nello stabilimento di Arco, dove si trova anche il service, risiede lo sviluppo della meccatronica”, afferma Federico Decio, Operational Manager di entrambi gli stabilimenti. “La sede di Arco è stata acquisita nel 1995 e negli ultimi anni abbiamo lavorato all’integrazione dei due siti: questo ci ha consentito di fare degli investimenti e di dotare il Training Center di un’area dedicata all’organizzazione di convegni, ai servizi e alle iniziative di formazione”.
Attualmente, la gran parte dei volumi è generata dalla produzione di timoneria per le barche a vela, dai sistemi di controllo e dalla realizzazione di applicazioni outdoor per i motori fuori bordo.

Una rigorosa riorganizzazione nel nome dell’efficienza
Alla ricerca della massima efficienza, i reparti produttivi dello stabilimento ZF Marine di Arco sono stati sottoposti a una rigorosa riorganizzazione, che ha consentito di liberare uno spazio produttivo di 1.500 m2.
“Con un lavoro iniziato nel 2014 e tuttora in corso, abbiamo ripensato le nostre modalità di produzione con l’intento di uniformare i nostri standard a livello di azienda”, racconta il Production Manager Stefano Canello. “Semplificando, siamo passati da una produzione organizzata per lotti (batch) a una produzione organizzata per celle (cell), cioè unità produttive costituite da un mix di macchine nuove e usate in cui potessero convivere automazioni robotizzate e lavorazioni affidate agli operatori”.
I primi risultati mostrano già un aumento dell’efficienza, calcolato al momento con una percentuale del 6%.

Gestire la transizione dalla meccanica alla meccatronica
L’azienda, insomma, vive un momento di cambiamento, che non riguarda soltanto l’aspetto organizzativo, ma tocca il cuore dei prodotti realizzati nei siti di Padova e Arco, vale a dire la tecnologia. Anche nell’ambito delle trasmissioni per imbarcazioni - e in quelle da diporto, in particolare - la commistione tra meccanica ed elettronica sta sconvolgendo i parametri tradizionali, a partire dalla fase di progettazione. Tant’è che, oggi, all’interno degli uffici tecnici gli specialisti di meccatronica sono più numerosi degli ingegneri meccanici.
“ZF Marine realizza l’intero sistema di trasmissione e controllo per le imbarcazioni da diporto - conferma Fabrizio Zanardi, Loose Gear Business Manager di ZF -, promuovendo l’evoluzione verso sistemi meccatronici in senso stretto. La trasmissione, insomma, non è più controllata soltanto da un insieme di componenti meccanici ma è parte di un sistema che integra elettronica e informatica, quest’ultima essenziale per elaborare i segnali e i dati”.
Quali sono i vantaggi concreti che può portare l’adozione della meccatronica in questo ambito? “Un sistema di comando elettronico permette, per esempio, di ottimizzare un’eventuale inversione per far sì che lo spazio di arresto sia consono. Anche un arresto improvviso o un’inversione di marcia non provocherebbero danni alla frizione, possibili invece nelle trasmissioni meccaniche”, aggiunge Zanardi.
Il trend per la nautica da diporto del futuro, insomma, è quello di ridurre il più possibile, fino a eliminare del tutto, i cavi di collegamento. “L’obiettivo dei costruttori del settore si chiama easy boating - spiega Federico Decio - e renderebbe più semplice pilotare un’imbarcazione. Ovviamente il controllo sarebbe affidato a una serie di soluzioni elettroniche volte ad assicurare comunque la massima sicurezza. È questo, insomma, lo scenario che l’innovazione tecnologica può schiudere”.

Ultima modifica ilMartedì, 04 Luglio 2017 10:47

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Torna in alto

Macchine

Automazione

Strumentazione

Prodotti&News

Imprese & Mercati