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Dalla Motor Valley l’ispirazione per accelerare la ripresa

Il Museo Casa Enzo Ferrari è stata la location dell'evento ASSIOT/ASSOFLUID. Il Museo Casa Enzo Ferrari è stata la location dell'evento ASSIOT/ASSOFLUID.

In occasione delle assemblee annuali, lo scorso 14 giugno ASSIOT e ASSOFLUID hanno promosso una giornata scandita da dibattiti e momenti di networking, che si è svolta nel cuore della Motor Valley italiana tra il Museo Casa Enzo Ferrari e l’Autodromo di Modena. Qui, l’espressione “scendere in pista” ha assunto un significato tutt’altro che metaforico…

di Silvia Crespi e Fabrizio Dalle Nogare

Giugno 2017

Se provassimo a “spogliare” un’automobile, ci renderemmo conto immediatamente di quanto siano fondamentali, per il suo funzionamento, i componenti per la trasmissione e il controllo della potenza. Che siano ingranaggi, cuscinetti, sistemi idraulici o altro ancora, ci troviamo di fronte a tutti gli effetti al cuore pulsante dell’automobile. Se, poi, parliamo di auto di alta gamma o da corsa, prestazioni e affidabilità di tali oggetti diventano, se possibile, ancora più importanti.
Il “problema” di questi componenti è che - proprio come i muscoli nel corpo umano - essendo “nascosti” all’interno di sistemi più grandi rischiano di non vedere riconosciuta la loro assoluta importanza. Allo stesso modo, la portata di un settore produttivo, quello della trasmissione di potenza meccanica e fluida, che genera ogni anno un fatturato complessivo di circa 10 miliardi di euro in Italia, rischia di essere trascurata. Anche per questa ragione - per mettere in risalto, cioè, la rilevanza di un’industria che rappresenta un’eccellenza italiana - ASSIOT e ASSOFLUID hanno organizzato lo scorso 14 giugno, a margine della celebrazione delle assemblee annuali, una giornata a metà tra business ed emozioni forti, riassunta dall’eloquente titolo “Insieme per accelerare la ripresa”.

“Coopetition”: la parola d’ordine della giornata
Partendo, per una volta, dalla fine e non dall’inizio dell’evento, i rappresentanti delle aziende associate sono potuti scendere - letteralmente - in pista per la prima edizione dell’InMotion Grand Prix, reso possibile dal contributo degli sponsor (Bodycote, Bonfiglioli Riduttori, Camozzi, Carraro, Cattini & Figlio, KISSsoft, Samp Ingranaggi e la nostra rivista). Prima della cena informale che ha chiuso la giornata, infatti, presso l’Autodromo di Modena c’è stato spazio per un giro di pista lanciato e cronometrato al fianco di piloti professionisti ad altissimo tasso di adrenalina, insieme ad altre attività per virtuosi dell’auto.
Una modalità divertente e rilassata per favorire networking, scambi di idee e conoscenza tra chi opera quotidianamente nel settore e crede nell’apporto delle associazioni di categoria. “Coopetition” è il termine creato alla ricerca di una sintesi efficace tra due parole inglesi molto utilizzate nel mondo del business attuale, cioè “cooperation” e “competition”. La valenza simbolica dell’iniziativa è evidente: solo unendo le forze e superando le riduttive logiche di concorrenza tra aziende che operano nello stesso ambito si può davvero fare rete e affrontare in modo efficace la competizione, oggi come non mai globale.

Una tavola rotonda per riflettere sulle sfide da affrontare
Nel pomeriggio, prima del trasferimento all’autodromo, ASSIOT e ASSOFLUID hanno promosso una tavola rotonda, a cui hanno preso parte esperti e protagonisti del settore della trasmissione di potenza per riflettere sulle nuove sfide e opportunità, non solo tecnologiche, che il prossimo futuro prospetta. L’evento si è svolto nelle sale del Museo Casa Enzo Ferrari di Modena, giusto per non perdere di vista il filo conduttore della giornata, rappresentato da velocità ed eccellenze italiane. L’esposizione delle splendide auto che hanno fatto la storia della Casa di Maranello ha, dunque, fatto da contorno anche fisicamente alla tavola rotonda, moderata dal segretario di ASSIOT, Fabrizio Cattaneo, che ha dettato i temi in agenda: le opportunità offerte dall’integrazione delle tecnologie, gli sviluppi dell’Industria 4.0 e l’apporto che può dare l’additive manufacturing alla produzione di componenti per la trasmissione di movimento e potenza.
Parlando di meccatronica, un tema presente ormai da anni nel contesto italiano, è stato sottolineato come stia portando a un cambiamento non solo del componente in sé, ma anche del processo. Più che la tecnologia - che rimane certamente importante - la chiave di volta sarà la capacità di avere, a livello di azienda, una corretta strategia e di scegliere le persone giuste.
La collaborazione con università e istituti di ricerca sarà sempre più importante.
“Non ci può essere Industria 4.0 senza coinvolgere tutti gli elementi della filiera logistico-produttiva”, ha detto il presidente ASSOFLUID, Domenico Di Monte, sottolineando le peculiarità di una visione italiana di fabbrica intelligente. Di certo, l’interconnessione dei sistemi produttivi, pensata per aumentare l’efficienza, incrementa la vulnerabilità dal punto di vista della sicurezza informatica, come ha mostrato chiaramente l’intervento di Simone Scanavini, eForhum Cisco Instructor, che insieme agli esperti della società di consulenza Shielder ha simulato un attacco hacker al sistema di controllo di un impianto eolico. Per ridurre i rischi occorre mettere in atto delle best practices e sottoporre il sistema informatico a test di sicurezza.

Cosa fare per “rimettere la chiesa al centro del villaggio”
Una “finestra sul futuro” è stata definita la tecnologia additiva applicata alla produzione di componenti per la trasmissione di movimento e potenza. Una tecnologia che, molto probabilmente, affiancherà quella tradizionale ma che presuppone un’apertura mentale riassunta nella frase ad effetto “pensare additivo”. Esistono già realtà attrezzate per la produzione di componenti in additivo, specialmente per quanto riguarda prototipi e piccoli lotti che garantiscono vantaggi in termini sia economici che funzionali.
Un’altra finestra su un settore importante, quello eolico, l’ha aperta l’intervento di Bernhard Telgmann, Executive Vice Presidenti Product & Technology di Senvion, che ha sottolineato come l’eolico sia un business con ampi margini di crescita, specialmente in Italia, dove l’obiettivo è coprire, entro il 2020, il 15% del fabbisogno energetico proprio sfruttando il vento, a fronte del 7% attuale. Il contributo dei componenti per la trasmissione della potenza è molto importante.
La tavola rotonda si è chiusa con il breve ma significativo discorso di Gabriele Del Torchio, già alla guida di alcune eccellenze assolute del made in Italy (Ducati su tutte), che è ricorso a un detto francese traducibile come “Rimettere la chiesa al centro del villaggio” per dire che, in Italia, l’industria deve necessariamente tornare a essere centrale nella politica economica.

Le assemblee hanno ribadito l’importanza del networking
Nel corso della mattinata sono state celebrate le assemblee annuali delle due associazioni. Come confermato da Tomaso Carraro, presidente di ASSIOT, le previsioni riguardanti il settore degli organi di trasmissione mostrano che il 2017 potrebbe essere caratterizzato da un incremento della produzione di circa il 5%, in aumento sul 2016 che è stato sostanzialmente un anno di consolidamento. Di certo, ha detto Carraro, “la strada di una sempre più forte integrazione con ASSOFLUID è quella che desideriamo perseguire”.
Anche l’assemblea ASSOFLUID si è aperta con la relazione del presidente, Domenico Di Monte, che ha ribadito il periodo positivo che sta attraversando il settore, con la conferma della crescita di entrambi i comparti, pneumatica e oleoidraulica. Una crescita che riguarda anche l’attività dell’associazione, grazie alla nuova organizzazione che tocca sia la struttura (con la formazione di tre gruppi di lavoro, pneumatica, oleoidraulica e attuazione elettrica), sia i contenuti, sia i servizi.
Il presidente ha sottolineato il concetto di “squadra” distinguendolo da quello di “gruppo”. Se il fil rouge dell’assemblea 2016 era stato all’insegna della consapevolezza dei propri mezzi (non va dimenticato che ASSOFLUID e ASSIOT rappresentano un quarto del fatturato di Federmacchine), della motivazione (cioè la volontà di collaborare per uno scopo comune) e dell’azione (per far ancor meglio ciò che già si fa), l’assemblea di quest’anno ha puntato sull’evoluzione di questo concetto nel prossimo triennio. Anche le parole di Julio Velasco sono state prese come spunto per sottolineare questa evoluzione: “Un Gruppo è formato da persone che stanno insieme. Una squadra è formata da persone che agiscono in modo consapevole e con ruoli stabiliti. E il ruolo di ognuno all’interno della squadra è determinante”.
Tra gli obiettivi che l’Associazione si prefigge per il 2017 vi è, quindi, quello di lavorare a 360° per fornire, per usare le parole del Presidente, “Servizi a valore aggiunto in modo sistematico”.
L’attività di networking sarà sempre più al centro della mission; verrà incentivata ancor più la collaborazione con le altre associazioni, con gli enti fieristici, così come con le università e gli enti di normazione.
L’assemblea è stata anche l’occasione per la nomina del Consiglio Direttivo dell’Associazione; è stato deciso di aumentare il numero di consiglieri, inserendo nel consiglio tutti e nove i candidati che si sono presentati: Loris Chierici (Walvoil); Angelo Colombo (Elettrotec); Domenico Di Monte (Camozzi); Paolo Mambretti (Verzolla); Gabriele Manno (Festo); Paolo Marzocchi (Marzocchi Pompe); Paolo Mastrorilli (Parker Hannifin Italy); Emanuele Morandi (Pneumax); Luca Riva (Duplomatic Oleodinamica). Saranno affiancati, per il quadriennio 2017-2021, da Domenico Di Monte, rieletto alla presidenza.

La prima edizione dell’InMotion GP
Chi ha trascorso la serata del 14 giugno all’Autodromo di Modena di certo ha rinsaldato - o ha stretto, a seconda dei casi - un rapporto intenso con la velocità.
Due erano le auto da corsa a disposizione dei partecipanti alla prima edizione dell’InMotion Grand Prix: una Ferrari F458 Challenge rossa fiammante da 570 cavalli destinata alle competizioni dei clienti del Cavallino Rampante e due KTM X-BOW, veicoli biposto con abitacolo aperto, concentrato di potenza e leggerezza. Al fianco di un pilota professionista, i 2.007 metri dell’autodromo sono stati percorsi in poco più di un minuto nel cosiddetto “hot lap”, il giro lanciato cronometrato. Il miglior tempo è stato registrato da Antonio Magnacca di Bodycote.
Non solo velocità pura: tra le altre attività organizzate presso l’autodromo anche il simulatore di un gran premio e un percorso abilità alla guida di un’auto che prevedeva uno slalom tra gli ostacoli posti sul tracciato e si concludeva con una frenata su asfalto bagnato. Ha riscosso grande successo anche il “car soccer”, cioè la possibilità di calciare un rigore utilizzando due speciali “scarpine” agganciate con dei carrelli al posteriore di un’auto. In pochi sono riusciti a segnare un gol, ma molti si sono divertiti a cercare di controllare le sbandate, fortunatamente a bassa velocità.

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