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Digitalizzazione, PMI e internazionalizzazione

Fabrizio Scovenna, Presidente di ANIE Automazione. Fabrizio Scovenna, Presidente di ANIE Automazione.

Abbiamo incontrato Fabrizio Scovenna, Country Director Rockwell Automation Italia, nuovo Presidente di ANIE Automazione. Digitalizzazione, PMI, internazionalizzazione e collaborazione con le altre associazioni di categoria sono i temi al centro del suo piano programmatico. In particolare, l’Associazione intende svolgere un ruolo di guida in tema di Industria 4.0, soprattutto a supporto delle piccole e medie imprese. 

di Silvia Crespi e Fabrizio Dalle Nogare

Giugno 2017

Dallo scorso maggio, Fabrizio Scovenna è il nuovo Presidente di ANIE Automazione. Come ha accolto la nomina? E quali saranno i primi passi del suo percorso?  
È stato, di fatto, il mio predecessore, Giuliano Busetto, oggi Presidente della Federazione ANIE, a propormi come suo successore per una carica che richiede, oltre a competenze e responsabilità, anche tempo e passione: proposta che ha avuto il consenso dell’intero Consiglio Direttivo dell’Associazione.
Penso sicuramente di proseguire lungo il percorso tracciato da Busetto. In particolare, vorrei continuare l’azione di proselitismo che l’Associazione sta portando avanti con l’obiettivo di far crescere sempre più il numero di associati, oggi intorno al centinaio. In Italia le aziende che operano in questo settore sono ben di più, e tante sono PMI; a queste sarà rivolta un’attenzione particolare.
Desideriamo aumentare il numero degli associati sia nel campo della Factory Automation, dove comunque abbiamo già molti dei nomi più importanti, sia nel campo della Process Automation: l’azione di proselitismo riguarderà quindi maggiormente queste ultime aziende. Inoltre, stiamo lanciando il nuovo Gruppo Software, un’idea concepita qualche mese fa insieme a Giuliano Busetto. Il nuovo Gruppo ha già un Presidente, nella figura di Fabio Massimo Marchetti, della società VAR Sirio Industria. Infine stiamo tentando di coinvolgere, come associati esterni, aziende non appartenenti in senso stretto al comparto automazione, come Microsoft, SAP e così via.

Ci saranno dei cambiamenti nella struttura dell’Associazione?
Abbiamo nominato tre Vice Presidenti alla testa di tre Gruppi di lavoro, con l’obiettivo di coinvolgere più figure possibile nelle attività dell’Associazione distribuendo le responsabilità tra diversi soggetti e sfruttandone quindi le capacità e l’esperienza.
Il primo Gruppo è proprio focalizzato sulle PMI ed è guidato da Maria Chiara Franceschetti, della società Gefran, un’importante realtà italiana. A conferma dell’attenzione per l’italianità, Maria Chiara sarà coadiuvata da Mario Colombo di ESA Elettronica, un’altra realtà italiana. Il Gruppo aiuterà le PMI, che spesso non sono a conoscenza delle opportunità che il networking può offrire, nel loro percorso di crescita e valorizzazione, nell’approccio ai mercati internazionali, nella partecipazione a collettive organizzate da ANIE durante eventi internazionali, non solo fieristici, nonché all’accesso ai fondi della Comunità europea.
Anche la collaborazione con le Università può portare vantaggi da questo punto di vista. Tra gli obiettivi di ANIE Automazione vi è quello di trasmettere al mondo accademico informazioni su ciò che potrebbe servire alle nuove figure professionali richieste dall’Industria 4.0: competenze interdisciplinari e poliedriche. Riteniamo che anche questo sia un contributo importante per le PMI.

Grande attenzione verso le PMI, insomma, che sono l’ossatura dell’industria italiana. Di cosa si occuperanno gli altri due Gruppi di lavoro individuati?
Il secondo Gruppo - guidato da Massimo Merli, di Schneider Electric - è focalizzato sulla digitalizzazione. La mission del Gruppo sarà aiutare gli associati a capire in che modo possono affiancare le aziende clienti che intendono approcciare il piano Industria 4.0. Se la fase di “evangelizzazione” è stata conclusa, è ora di passare alla fase implementativa. Lo sportello 4.0, oggi presente nel sito di ANIE, è proprio un importante strumento di aiuto alle imprese.
Fare sistema è la mission del terzo Gruppo, guidato da Antonio De Bellis, di ABB. Ci proponiamo di creare un network tra gli stessi associati, così come tra ANIE Automazione e le associazioni di categoria degli end-user, ovvero i costruttori di macchine dei vari mercati di sbocco. Conoscere le altre associazioni e capire quali servizi potrebbero essere mutuati e utilizzati: uno “scambio culturale di esperienze” che costa poco ma può servire a tanto.  
Last but not least, sicuramente continueremo a portare avanti il lavoro legato alle statistiche e alle guide normative, che è la parte tecnica/divulgativa/scientifica che un’associazione come ANIE Automazione non può permettersi di tralasciare. Lo stesso vale per i Forum - Meccatronica e Telecontrollo, organizzati con la collaborazione di Messe Frankfurt Italia - e per le fiere alle quali partecipiamo, come SPS IPC Drives Italia.

In che modo si possono coinvolgere le aziende associate a partecipare attivamente alla vita dell’Associazione? Come stimolarle, in concreto?
Sarebbe interessante e bello coinvolgere ancora di più le aziende, specialmente le PMI, così centrali nel contesto italiano. Credo che l’Associazione debba fare uno sforzo ancora maggiore per far capire agli associati e ai potenziali soci quali sono i benefici che possono derivare dalla partecipazione alla vita associativa, compatibilmente con le esigenze di ognuno. Occorre comunicare, insomma, qual è il valore aggiunto dell’Associazione, fornendo informazioni e rendiconti rispetto alle attività portate avanti.

Nell’incontro di presentazione dei dati del comparto lei ha parlato di un buon posizionamento delle aziende italiane in termini di investimenti in digitalizzazione…
Secondo i dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico, siamo il secondo Paese più attrattivo per gli investimenti nel digitale, necessari in tempo di Industria 4.0. Occorre però che le aziende capiscano davvero qual è il vantaggio che possono trarre dagli investimenti in questo campo.
Altre indagini (fonte: Price Waterhouse) ci dicono, però, che una significativa percentuale di aziende intende investire in soluzioni di Industria 4.0 principalmente per accedere agli incentivi fiscali. Pur essendo una motivazione valida e comprensibile, non è certamente la più lungimirante. Digitalizzare la produzione significa aumentare il livello di efficienza, ridurre i costi e rendere le aziende più snelle: sta cambiando il modello di approccio al mercato e spero che gli imprenditori lo capiscano.
L’obiettivo e la strategia alla base dell’investimento sono essenziali per ottenere il massimo risultato possibile per l’azienda. Inoltre, uno dei grandi vantaggi di Industria 4.0 è la sua modularità: si può digitalizzare la produzione anche a piccoli passi, in modo graduale. Se manca la strategia, però, è difficile perseguire questa strada.
Per quanto riguarda le PMI, dipende molto dagli imprenditori: se comprendono il valore aggiunto di questi investimenti e hanno una visione nel medio-lungo termine è il momento di investire per non essere tagliati fuori dal contesto globale. E in questo momento gli incentivi sono davvero tanti…

Nel corso della sua carriera si è occupato anche di intelligenza artificiale. Quanto è importante, oggi, questo aspetto nel contesto dell’automazione industriale?
L’intelligenza artificiale, argomento su cui ho scritto una tesi a fine anni ’80, è un tema particolarmente attuale che continua ancora oggi ad affascinarmi e che conferma, a mio modo di vedere, che il ruolo dell’essere umano è ancora fondamentale nonostante gli enormi progressi fatti dalle macchine.

Guardando oltre l’Associazione di cui è Presidente, quanto sono importanti oggi i rapporti con le altre realtà della Federazione ANIE, o con altre associazioni che rappresentano la filiera produttiva?
Con le altre 12 associazioni della Federazione ANIE vogliamo condividere contatti e idee perché crediamo che lo scambio debba continuare anche al di fuori degli incontri periodici nel contesto del Consiglio Generale. Intendiamo contribuire a creare dei momenti e dei tavoli di confronto, per non limitarci a condividere soltanto l’aspetto procedurale.
Al di fuori della Federazione ANIE, massima apertura verso le altre associazioni - per esempio Assiot o Assofluid, con cui condividiamo il progetto della rivista InMotion - con le quali è possibile fare sistema e promuovere iniziative che diano maggior valore aggiunto alle aziende associate.
Sono convinto che le associazioni possano giocare un ruolo fondamentale nella creazione e nel consolidamento del tanto auspicato “sistema Paese”. Ritengo pertanto che una maggiore collaborazione e una crescita delle azioni sinergiche tra i vari rappresentanti di categoria possano contribuire ad aiutare le aziende italiane a mantenere il proprio vantaggio competitivo nel panorama globale.

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