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Un comparto integrato che produce valore aggiunto

Un comparto integrato che produce valore aggiunto

Solo segnali positivi sono emersi dalla Giornata Economica organizzata congiuntamente da ASSIOT e ASSOFLUID per presentare i risultati del 2016 e le previsioni per il primo semestre 2017. Tuttavia, per confermare il trend di crescita nei prossimi anni, le aziende dovranno ripensare il proprio modello di business e investire nelle “tecnologie abilitanti”.

di Silvia Crespi

Maggio 2017

Lo scorso 7 Aprile, presso la sede di Cinisello Balsamo, ASSIOT Sistemi di Trasmissione Movimento e Potenza e ASSOFLUID hanno organizzato, in sinergia, la giornata economica 2017, durante la quale è stato presentato l’andamento dei comparti delle trasmissioni di potenza meccanica e del fluid power.
L’evento congiunto è un’altra tappa del percorso di cooperazione avviato già da qualche tempo dalle due associazioni di categoria, a dimostrazione del processo di integrazione in atto tra le diverse tecnologie, fluid power, trasmissione di potenza meccanica e automazione, oggi riunite sotto il cappello della meccatronica.
La giornata si è sviluppata in due parti: in mattinata il workshop delle Commissioni Economica, Amministrazione e Finanza e Comunicazione, riservato agli associati ASSIOT e ASSOFLUID, e nel pomeriggio la sessione pubblica, trasmessa anche in live streaming, per la presentazione dei dati emersi durante il workshop.
Al tavolo dei relatori si sono alternati Tomaso Carraro e Fabrizio Cattaneo (rispettivamente Presidente e Segretario ASSIOT); Domenico Di Monte e Marco Ferrara (rispettivamente Presidente e Direttore ASSOFLUID); Fabio Gallo, Assunta Galbiati e Marino Bertoli (Presidenti delle Commissioni Economica, Amministrazione e Finanza e Comunicazione ASSIOT).

Un comparto che vale oltre 40 miliardi di euro in Italia
A dare il benvenuto agli associati in apertura dei lavori è stato Tomaso Carraro che si è dichiarato soddisfatto circa l’andamento del comparto della trasmissione di potenza, migliore del previsto: “Sono stati premiati gli sforzi delle aziende del settore - ha affermato -; c’è stato un evidente cambio di passo rispetto al 2016 e i segnali per il primo semestre 2017 sono decisamente positivi”.
Anche Fabio Gallo, commentando la performance del settore, ha parlato di segnali incoraggianti e di un sostanziale dinamismo per un comparto che fornisce un contributo importante al PIL nazionale e pronostica una crescita a doppia cifra per l’anno in corso.
Ma vediamo, in sintesi, i risultati del comparto della trasmissione di potenza nel 2016. L’anno si è concluso con una performance sostanzialmente in linea con il 2015. La produzione ha fatto registrare + 0,7% per effetto del calo dell’export (- 0,6%) con una crescita delle consegne sul mercato interno del 2,5%.
Per il primo semestre 2017 è attesa, come già accennato, una crescita importante del fatturato anche grazie alla crescita del mercato interno e alla ripresa dell’export (5,0% ÷ 8,0%).
Numeri positivi sono attesi per quanto riguarda tutte le tipologie di prodotto, ad eccezione dei cuscinetti e sistemi lineari, un po’ meno “dinamici”.
Per quanto riguarda i settori utilizzatori, quasi tutti hanno fatto registrare buone performance, con le energie rinnovabili in testa. Dati meno positivi giungono dall’agricoltura, dalle macchine movimento terra, dalla siderurgia e dal mining. In termini geografici il calo dell’export trova giustificazione nell’andamento non esaltante di quasi tutte le principali aree di destinazione ad eccezione dell’Asia orientale e dell’Europa extra UE che, al contrario, hanno fatto registrare performance molto positive.
Per quanto riguarda la capacità produttiva, nel 2016 il livello di saturazione ha superato l’80%, seppur in leggero calo rispetto al 2015. In termini di risorse umane si è assistito a una netta riduzione di occupati all’estero, a fronte di una crescita molto contenuta nel nostro Paese. Un altro elemento caratterizzante del 2016, di cui tenere conto, è stato il forte aumento del costo delle materie prime.

L’andamento del Fluid Power e le previsioni per il 2017
Nel 2016 la fluidodinamica ha evidenziato risultati positivi (+2,5%), grazie alle ottime performance sia delle consegne sul mercato interno (+3,1%) sia delle esportazioni (+2,1%). Sul mercato nazionale la pneumatica ha performato meglio (+8,1%) rispetto all’oleodinamica (+0,7%) ma, grazie a una maggiore crescita di quest’ultima, il gap dovrebbe ridursi già nei primi sei mesi del 2017.
Per il comparto è attesa un’importante crescita di fatturato (3,5% ÷ 7,0%) grazie alla buona performance del mercato interno e all’export (+4% ÷ +6%).
Gli ottimi risultati del comparto del Fluid Power sono attribuibili alle buone performance dei principali mercati di sbocco, tra cui quello delle macchine movimento terra, confezionamento e imballaggio, macchine utensili e lavorazione legno. Per il primo trimestre 2017, le previsioni sono positive per tutti i mercati di sbocco.
In termini geografici, buone performance sono state registrate da tutti i principali paesi di destinazione, la Turchia davanti a tutti; risultati che dovrebbero trovare conferma anche nel primo semestre 2017.
Commentando i dati di cui sopra, Marco Ferrara ha parlato di un anno positivo, anche se non esaltante, sia per l’oleo- dinamica che per la pneumatica. Inoltre ha sottolineato l’aumento del costo delle materie prime come fattore penalizzante e si è dichiarato ottimista per quanto riguarda gli investimenti: circa il 50% degli associati prevede stabilità, mentre il 40% prevede investimenti in aumento. Stabilità o incremento contenuto anche per quanto riguarda il numero degli occupati.

Come incide la struttura delle aziende sulle performance dei comparti?
Durante la giornata si è discusso anche della relazione tra la struttura delle imprese e le performance dei comparti, evidenziando i limiti che possono avere un’influenza negativa su queste ultime.
Dall’analisi degli indicatori economico/finanziari è emerso, infatti, che gli imprenditori italiani faticano a far risaltare il valore reale dei loro prodotti, rischiando così di essere penalizzati nel confronto con i competitor internazionali.
Tra le peculiarità del made in Italy del settore vi è sicuramente la capacità di relazionarsi con il cliente, di comprenderne i bisogni e di realizzare soluzioni su misura, un vero valore aggiunto da mettere in risalto.
In questo scenario anche le opportunità offerte da Industria 4.0 dovranno esser colte dagli imprenditori, affrontando la trasformazione del modello di business che questo concetto comporta: un’occasione davvero unica per gli imprenditori italiani, in grado di presidiare l’intera catena del valore aggiunto. In Italia siamo, infatti, in grado di gestire l’intera filiera produttiva, dalla produzione dei singoli componenti al prodotto finale.
“La produzione italiana dei due comparti, trasmissione di potenza e Fluid Power - ha commentato Domenico Di Monte - deve essere il più possibile caratterizzata. Occorre individuare delle leve per promuovere il macro comparto. Un modo per farlo è sicuramente restare al passo con l’evoluzione industriale investendo in tecnologie abilitanti che possano essere integrate in processi produttivi smart. Ciò sarà fondamentale per confermare il trend positivo nei prossimi anni”.
I lavori si sono conclusi con l’annuncio dell’Assemblea che le due associazioni terranno, sempre in forma congiunta, il prossimo 14 giugno a Modena, presso il Museo della Casa Natale di Enzo Ferrari.

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