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Se i dati industriali viaggiano in cloud

Se i dati industriali viaggiano in cloud

Controllare nel modo più efficiente informazioni e dati generati dalle macchine e dai sistemi di produzione è fondamentale per il passaggio alla fabbrica digitalizzata. Contando sul know-how tecnico a livello industriale, Siemens è entrata nel mercato del cloud con una piattaforma proprietaria ma aperta che si propone di supportare le aziende, oltre che nella gestione dei dati di produzione, anche nello sviluppo e nella commercializzazione di servizi digitali.

di Cesare Pizzorno

Marzo 2017

I dati legati allo stato di salute delle macchine e alla qualità della produzione sono soltanto alcune delle tipologie di informazioni che sarà necessario raccogliere, processare, conservare e controllare nella fabbrica interconnessa. Le soluzioni cloud based rendono semplice l’implementazione di servizi a valore aggiunto per il miglioramento delle attività di monitoraggio, diagnostica e manutenzione, evitando il più possibile fermi di produzione, incrementando la qualità del servizio e consentendo un risparmio economico.
Mind Sphere è la piattaforma cloud di Siemens al servizio dell’industria. Un sistema operativo aperto per l’Internet delle cose che permette di monitorare e controllare da remoto dati e informazioni provenienti principalmente da sistemi di campo come i sistemi di automazione (PLC), i sistemi di azionamento, come i motori, o ancora i sistemi di controllo, come i CNC.
La piattaforma cloud di Siemens si propone anche come un marketplace che consente alle aziende di sviluppare e commercializzare i propri servizi digitali, quali ad esempio la manutenzione predittiva, la gestione dei dati energetici e l’ottimizzazione delle risorse.

I vantaggi legati all’uso del cloud
“Siemens ha deciso di entrare come player nel mondo del cloud con Mind Sphere, la sua piattaforma proprietaria”, spiega Andrea Gozzi, Business Development Manager of Industrial Software for Machine Tools di Siemens Italia. “Riteniamo, infatti, che partire da un’expertise industriale e tecnica sia un grande vantaggio per portare le soluzioni cloud nel mondo industriale. In più, Siemens è anche un utilizzatore di cloud, considerato ormai un asset strategico nelle nostre fabbriche”.
Nello specifico, quali sono i principali vantaggi legati all’uso del cloud? “La possibilità di archiviare i propri dati in remoto e in modo sicuro, innanzitutto”, continua Gozzi. “Poi, poter usufruire di una piattaforma di hosting con capacità di calcolo per gestire un volume di transazioni pressoché illimitate. Un’infrastruttura di calcolo in locale, infatti, deve essere adeguatamente gestita e protetta, e occorrono risorse per farlo. Inoltre, ha una capacità limitata e non è semplice da aggiornare. Pensando a un’azienda medio-piccola, tipica del tessuto italiano, l’utilizzo di una piattaforma cloud per archiviare i dati può rivelarsi una soluzione conveniente: ha un tempo di messa in servizio e installazione, ma anche dei costi, decisamente inferiori rispetto a un sistema in locale. E non c’è bisogno di investire in expertise per la sua gestione”.

Incognite normative più che tecnologiche
Il concetto di cloud, tuttavia, è ancora associato a una serie di possibili rischi e incognite, legati perlopiù ad aspetti quali sicurezza e rispetto della privacy.
“La sicurezza dei dati è un aspetto ormai consolidato”, precisa Andrea Gozzi, “dal punto di vista tecnologico non ci sono problemi in questo senso. Bisogna solo comunicarlo, in modo che il mercato possa recepirlo: reti private, firewall, routing, protocolli di sicurezza criptati sono tecnologie radicate, per cui, a mio parere, i dati sono molto più al sicuro nel cloud che in locale, se non altro per motivi di governance. Non dimentichiamo che gestire l’informatica dell’azienda è un costo in termini di prodotti, servizi, ore uomo”.
La vera incognita, insomma, riguarda l’aspetto normativo, più che quello tecnologico. Manca, infatti, una definizione condivisa e transnazionale che precisi cosa si intende con dato sensibile. Un presupposto fondamentale per poterne garantire la segretezza e l’inviolabilità. “Quali sono le informazioni che rischiano di violare la privacy di un’azienda?”, si chiede Gozzi. “E chi risponde dei dati generati da una macchina prodotta in un paese, utilizzata in un altro e i cui dati risiedono in un terzo paese? Sono tutte questioni che richiedono risposte di carattere legale-organizzativo. Il soggetto che crea i dati, colui che li conserva e colui che li usa dovrebbero essere legati da un contratto valido a livello anche internazionale. Questo è un terreno ancora tutto da esplorare. Anche per questo motivo Siemens ha deciso di implementare una sua piattaforma, proponendosi non solo di operare in un mercato dove i prodotti sono acquistati in un paese e installati su una macchina che è poi esportata e utilizzata da terze parti, ma anche a supporto dei propri clienti con il suo know-how nei business model in ambito industriale”.

Ultima modifica ilVenerdì, 17 Marzo 2017 15:10

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