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Beni strumentali, la crescita continua

La sede di UCIMU-Sistemi per produrre ha ospitato l’assemblea annuale di Federmacchine lo scorso 5 luglio. La sede di UCIMU-Sistemi per produrre ha ospitato l’assemblea annuale di Federmacchine lo scorso 5 luglio.

Federmacchine aggrega 13 associazioni di categoria - tra cui ASSIOT e ASSOFLUID - in rappresentanza dei principali settori dell’industria italiana di beni strumentali. L’assemblea annuale che si è svolta all’inizio di luglio ha evidenziato il momento sostanzialmente positivo del comparto, in crescita del 4,6% nel 2015 rispetto all’anno precedente. Grazie anche alla rinnovata vitalità della domanda interna.

di Giorgia Stella

Settembre 2016

L’istantanea che emerge dall’assemblea annuale di Federmacchine - la federazione che riunisce le associazioni dei produttori di beni strumentali - del luglio scorso è quella di un comparto in piena salute. I principali indicatori economici, infatti, sono positivi e fanno ben sperare per il prossimo futuro di un settore che si conferma importante per l’economia nazionale e per il ruolo dell’Italia nel contesto europeo e internazionale.
In soldoni, nel 2015 la produzione italiana di beni strumentali ha superato i 38 miliardi di euro, segnando un incremento del 4,6% rispetto all’anno precedente. Il risultato è stato determinato, sia dalla positiva performance delle esportazioni sia dal buon andamento delle consegne sul mercato interno, premiate dalla ripresa della domanda di beni di investimento.

La crescita poggia anche sulla spinta della domanda interna
“Finalmente l’industria italiana della meccanica strumentale ha imboccato la strada della ripresa, proseguendo con il trend positivo registrato a partire dallo scorso anno”, ha affermato Sandro Salmoiraghi, presidente di Federmacchine, che ha presentato i dati di settore e introdotto la relazione del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. “Ciò che appare più confortante è la conferma della vitalità della domanda interna, sostenuta, almeno in parte, dal rifinanziamento della Nuova Sabatini e dall’introduzione del Superammortamento al 140%”. L’utilità dell’introduzione di un sistema di incentivi alla sostituzione dei macchinari obsoleti, insieme alla necessità di investimenti pubblici in infrastrutture, macchinari e nel rilancio del settore edilizio, sono altri punti sui quali si è soffermato Salmoiraghi, che ha anche ribadito il favore con cui la federazione guarda al percorso di approvazione del TTIP, l’accordo di libero scambio che potrebbe entrare in vigore tra Unione Europea e USA.
“L’industria italiana ha delle potenzialità enormi. Dobbiamo lavorare per ridurre alcuni deficit di competitività, in modo che questo Paese possa tornare a volare”, ha aggiunto, non senza enfasi, Vincenzo Boccia, che ha insistito sulla centralità non solo dell’industria italiana a livello europeo, ma anche del mercato europeo a livello mondiale.

Sono Germania e Stati Uniti i mercati di sbocco principali
Nel confronto con il 2014, 11 dei 13 settori di Federmacchine hanno visto crescere il proprio fatturato, mentre i due restanti hanno registrato una sostanziale stabilità del valore della loro produzione.
La conferma della ripresa del consumo domestico, cresciuto dell’8,3% (18,8 miliardi), ha favorito sia le consegne dei costruttori sul mercato domestic, che hanno registrato un incremento, del 4,9%, a 11,1 miliardi, sia le importazioni, cresciute del 13,7% (7,7 miliardi).
L’incremento registrato dall’export, cresciuto del 4,5% rispetto all’anno precedente, ha permesso all’industria di settore di segnare un nuovo record in fatto di vendite oltreconfine, risultate pari a 27,3 miliardi. Stazionario, invece, il rapporto export su produzione, che è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, attorno al 71% come valore medio tra i 13 comparti.
I principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di beni strumentali sono risultati la Germania (2,8 miliardi di euro; -0,7%), gli Stati Uniti (2,7 miliardi di euro; +15,3%), la Cina (1,8 miliardi; -6,9%) e la Francia (1,7 miliardi, +3,9%).
Infine, il saldo complessivo dei settori che fanno capo a Federmacchine è stato positivo per 19,6 miliardi di euro (+1,3% rispetto all’anno precedente). Si tratta del sesto anno consecutivo di crescita, dopo il crollo del 2009, con un valore che rappresenta il nuovo record in termini assoluti.

Ultima modifica ilMartedì, 27 Settembre 2016 12:22

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