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Digital Enterprise: a che punto siamo?

Giuliano Busetto, Country Division Lead di Digital Factory e Process Industry and Drives di Siemens Italia e Presidente di ANIE Automazione. Giuliano Busetto, Country Division Lead di Digital Factory e Process Industry and Drives di Siemens Italia e Presidente di ANIE Automazione.

La conferenza stampa organizzata da Siemens Italia presso la propria sede di Milano pochi giorni prima dell’inaugurazione di SPS IPC DRIVES Italia è stata l’occasione per parlare a tu per tu con Giuliano Busetto, Country Division Lead di Digital Factory e Process Industry and Drives dell’azienda. Tema dell’incontro: il percorso verso la Digital Enterprise.

di Silvia Crespi

Settembre 2016

“Driving the Digital Enterprise. Digitalizziamo il presente per costruire il futuro” è stato il tema della conferenza stampa organizzata da Siemens Italia presso la sede di Milano lo scorso 19 maggio, quindi pochi giorni prima dell’apertura di SPS IPC DRIVES Italia 2016. Ed è stato anche il motto scelto dall’azienda per presentare in fiera le proprie soluzioni e tecnologie per digitalizzare e automatizzare i flussi della produzione industriale.
Il mondo della produzione si trova ad affrontare un profondo mutamento: una nuova era industriale dove l’integrazione dei processi di produzione e lo sviluppo dei prodotti attraverso sistemi software e hardware avrà un ruolo fondamentale.
Il concetto di Industry 4.0 è stato concepito in Germania. Nel nostro paese, caratterizzato da un tessuto industriale diverso, non è indispensabile seguire un progetto nato in un’altra nazione, ma è essenziale essere a conoscenza delle tecnologie disponibili per rimanere competitivi sul mercato. Ne abbiamo parlato con Giuliano Busetto, Country Division Lead di Digital Factory e Process Industry and Drives di Siemens Italia a margine dell’incontro con la stampa.

InMotion: Industry 4.0, impresa intelligente, trasformazione digitale… In Italia a che punto siamo? Quali sono le difficoltà che le nostre imprese possono incontrare lungo il percorso?

G. Busetto: Industry 4.0 è anche un modo di identificare un passaggio generazionale: ieri il microprocessore, oggi la digitalizzazione. Il nome che viene dato a questo passaggio (Industry 4.0, Smart Manufacturing, Digital Manufacturing, Smart Factory e così via) non è così rilevante, lo sono invece le tematiche contenute in questo concetto.
I livelli di investimento che il governo tedesco e altri governi (la Francia per esempio) stanno mettendo in campo per favorire la digitalizzazione e spingere le imprese sulla strada di Industry 4.0, attualmente in Italia non ci sono ancora.
Inoltre nel nostro Paese a volte è difficile mettere insieme diversi componenti (istituzioni, associazioni, imprese). Una delle ragioni per cui le nostre imprese possono trovarsi in difficoltà è il non perfetto allineamento tra i vari attori che entrano in gioco, che tendono a impossessarsi dei concetti di base. Le aziende italiane sarebbero agevolate se esistesse una struttura unica alla quale fare riferimento. Siemens, per esempio, si pone nei confronti dei propri interlocutori e stakeholder, come un punto di riferimento. Uno studio condotto congiuntamente dal Ministero dell’Industria, Federmacchine, Federmeccanica e ANIE, che prende spunto anche da uno studio della società di consulenza Roland Berger, ipotizza la creazione di hub ai quali le aziende possono rivolgersi per ottenere supporto.
È stato questo l’obiettivo che ci siamo posti con la creazione del nostro Centro Tecnologico Applicativo di Piacenza. Da alcuni anni operiamo per “modellizzarlo” su alcuni aspetti di Industry 4.0. come, per l’appunto, simulazione, additive manufacturing, MES e così via… In altre parole l’integrazione del mondo manifatturiero reale con applicazioni di software industriale.

InMotion: La trasformazione digitale è un aspetto importante, ma non l’unico, del cambiamento organizzativo che le aziende devono affrontare.
Quali sono i primi passi che una PMI italiana dovrebbe compiere in questa direzione? Le dimensioni delle nostre PMI rappresentano un vantaggio o uno svantaggio?

G.Busetto: Le dimensioni delle PMI, spina dorsale del tessuto industriale italiano, rappresentano, da un lato, un vantaggio, e dall’altro uno svantaggio. I vantaggi derivano proprio dalla struttura più snella, dall’economicità d’impresa, e dall’attenzione all’innovazione che ha favorito decisamente l’export e, di conseguenza, contribuendo a una parziale  ripresa dell’economia italiana.
Un aspetto da valutare con attenzione è la dimensione, fin troppo piccola dovendo fronteggiare player internazionali molto più forti dal punto di vista finanziario.
Le nostre imprese hanno sempre fatto leva sull’innovazione, sulla competitività, e questo deve poter continuare anche in futuro.
Il processo di aggregazione in atto in diversi Peasi europei in Italia si vede ancora poco, ma è un processo fondamentale anche per gli investimenti nelle nuove tipologie di risorse, per esempio nei nuovi skill professionali richiesti dalla trasformazione.  

InMotion: Quali sono i primi passi che una PMI italiana deve compiere e quali gli strumenti concreti di cui può disporre per raggiungere obiettivi quali cicli di produzione sempre più brevi, time-to-market ridotti, produzione snella di lotti personalizzati e così via?

G. Busetto: Innanzitutto occorre acquisire la consapevolezza e sempre maggiore conoscenza dei vantaggi indotti dalle nuove tecnologie.
Se in Germania la quasi totalità delle aziende è a conoscenza dei concetti alla base di Industry 4.0 e un’alta percentuale dichiara che nei prossimi cinque anni investirà sulle tematiche legate alla digitalizzazione d’impresa in ambito manifatturiero, in Italia lo scenario, secondo quanto rilevato da un recente studio di mercato, è ben diverso. Occorre, quindi, che il percorso da seguire nel medio termine sia ben delineato seguendo un preciso indirizzo strategico. Non bisogna avere fretta e pretendere di fare tutto in un colpo solo.
La consapevolezza della direzione da prendere è fondamentale, così come lo è capire l’evoluzione produttiva del proprio mercato di riferimento (packaging, macchine utensili, lavorazione di legno e carta e così via).
Un programma step-by-step è probabilmente la scelta migliore. Un periodo di cinque anni rappresenta un lasso di tempo medio, corretto, per pianificare i passi da compiere e gli investimenti in tecnologie e risorse umane.

Un portfolio di soluzioni che integra automazione, software industriale e IT
A SPS IPC DRIVES Italia, Siemens Italia ha presentato il proprio portfolio di soluzioni che integra automazione, software industriale e Information Technology per tutte le fasi del workflow produttivo.
Tra i protagonisti dello stand le soluzioni industriali come l’engineering framework Totally Integrated Automation Portal o TIA (giunto alla versione 14 e arricchito con nuove funzionalità per la Digital Enterprise e per le esigenze di Industry 4.0), l’Integrated Drive System (IDS), l’Industry Software (come NX e Tecnomatix per il PLM e Simatic IT per il MES) e i Plant Data Services, inseriti all’interno della Digital Enterprise Software Suite - una piattaforma di prodotti, soluzioni, servizi e competenze integrati, lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, dall’idea dello stesso, alla progettazione, pianificazione e ingegnerizzazione dei processi produttivi, fino alla produzione e i servizi.
Numerose anche le novità di prodotto: dall’ampliata famiglia di controllori Simatic, alla rinnovata famiglia di PC industriali Simatic IPC, ai nuovi pannelli operatore per uso esterno, fino ai nuovi dispositivi di sicurezza in logica configurabile Sirius 3SK2 e all’offerta di basic servo drive, dal convertitore Sinamics V90 al servo motore Simotics S-1FL6, oltre alla nuova versione del Sinamics V20 Fitness, molto compatta.
Con l’Highlight Cube ai visitatori è stata offerta l’opportunità di un’esperienza hands-on sul tema dell’Additive Manufacturing che, sotto la spinta di cicli di innovazione più brevi e della produzione di massa di prodotti personalizzati, sta assumendo maggiore rilevanza nella produzione di nuove geometrie e forme con tecnologie additive e sottrattive oltre che nella ricerca di nuovi materiali, in particolare per i costruttori di linee e macchine.
Infine, presso l’Area Know How 4.0, un esempio di collaborazione tra Siemens e KUKA Roboter, player di spicco nel mondo della robotica.

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